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Corso Italia, il popolo “pro-scolmatore” si mobilita

“9 sulla sdraio 90.000 nel fango. Vergogna” Era questo lo striscione che campeggiava in Corso Italia per esprimere sinteticamente il pensiero dei circa 400 che nonostante il freddo pungente, si sono radunati davanti alla “piattaforma della discordia” oggetto del ricorso al Tar da parte di 9 abitanti della zona timorosi che l’ingombrante struttura diventi una costante del panorama fuori dalle loro finestre.

Il ricorso dei 9 (che ora però sono diventati 8 dato che uno dei firmatari si sarebbe defilato) secondo i molti presenti, tra cui il presidente del Municipio di Medio Levante Alessandro Morgante e l’assessore ai lavori pubblici Gianni Crivello, potrebbe rallentare se non addirittura fermare del tutto i lavori per la realizzazione dello scolmatore del Fereggiano, opera ormai ritenuta di vitale importanza per evitare gli sconquassi e la pericolosità del rivo nei momenti di piena.

Il presidente del municipio si augura “che si possa arrivare a una scelta di buon senso con il ritiro del ricorso”. Secondo Morgante bisogna evitare che questo episodio inneschi una guerra fra quartieri tipo Marassi contro Albaro e capire tutti che anche l’ingombro effettivamente fastidioso della struttura è necessario proprio per dare maggiore velocità ai lavori”. Non molto distante lo stesso Crivello ripete gli stessi concetti e aggiunge “La piattaforma consente di evitare ulteriori problemi al quartiere come la polvere sollevata dai lavori e dal materiale prodotto dagli scavi che sarebbe incontrollata e decisamente fastidiosa per chi abita nelle vicinanze. Inoltre la copertura consente cicli di lavorazione strettissimi che arriveranno ai Un traguardo” termina Crivello “Che difficilmente sarebbe raggiungibile senza questa strtttura”. Al termine dell’opera la piattaforma sarebbe smontata e rimossa. Un piano e un’ipotesi che non hanno convinto i sottoscrittori del ricorso che ora però si trovano coinvolti in un conflitto che probabilmente non si aspettavano.

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